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YOGA E BAMBINI

 

Mi capita di lavorare coi bambini, sia nella scuola, collaborando con le maestre,  sia in brevi percorsi individuali.


Mi piace ricordare che lo yoga è un percorso individuale di evoluzione della coscienza dalla dualità all' Unità col Tutto e, per questo, il percorso ‘Yoga’ inizia quando la coscienza è potenzialmente in grado di discriminazione (viveka).

Se è vero che ogni anima ha già una direzione da seguire, implicita nella sua scelta di nascita, dal luogo all’epoca, alla famiglia e un bambino non è un foglio bianco, il fatto che oggi in occidente tanti bambini incontrano presto lo yoga a qualcosa loro serve.

Lo yoga fa parte della spiritualità indiana da millenni, l'occidente lo ha avvicinato con interesse forse da un centinaio di anni. La nostra individualità, intrisa di una cultura razionalista e dualista, vive ancora lo yoga interpretandolo con la sua forma mentale. Sapere questo è importante se vogliamo insegnare lo yoga ai bambini. I bambini, vuoi perchè ancora gli schemi famigliari e karmici sono da esplicitarsi, vuoi perchè sono ancora in contatto col senso del Tutto e di Sè, anche se a livello insconscio, sono molto probabilmente più vicini di noi al senso dello yoga delle origini. Ricordiamoci, noi adulti, insegnanti di yoga ai piccoli, che lo yoga non è un tranquillante, o uno sport, è la capacità di andare nel proprio sè, creando dei centri interni di consapevolezza che spostano la guida della nostra vita da fuori a dentro di noi. Prima di approcciarsi all'insegnamento ai più piccoli chiediamoci qual'è il nostro livello di coscienza di questi centri interni, il nostro livello di discrernimento (viveka) che porta alla presa di consapevolezza che esiste una Realtà oltre la visione dei nostri cinque sensi, non tanto per insegnarlo ai più piccoli, quanto perchè loro sanno cos'è lo Yoga.

Lo yoga per i bambini può essere molto divertente, il bambino apprezza quando riusciamo a passargli ,anche solo per un istante, il senso profondo  dell’unità col Sé  e con il Tutto, perchè si riconosce in quelle sensazioni. Percepire ogni elemento, anche a livello sottile, come un intreccio è, a livello inconscio, presente in ogni bambino, starebbe a noi adulti e a noi insegnanti yoga non ostacolare tale fine percezione della realtà , ma sostenerla, perchè, adulto, possa mantenerla.

 A mio parere, che nasce dall’esperienza coi miei figli, grandi maestri per me, e con i bambini che ho conosciuto, il bambino, quando è agitato o distratto o altro che a volte viene etichettato in maniera negativa, esprime sempre un malessere del contorno che vive, una scuola troppo rumorosa, una vita frenetica, la mancanza del senso di sacralità in ogni gesto che facciamo... Pensiamo a quante volte noi genitori o educatori  manchiamo  di rispetto per il senso del  sacro del bambino; senza farcene una colpa, basterebbe guardarli e ricordarci che quello stesso senso è anche il nostro.


Se vogliamo insegnare yoga ai bambini sarebbe auspicabile ricordarsi anche:


che ogni essere è meraviglioso nella sua unicità, quindi va rispettato per la natura che esprime;

che ci vuole molta pazienza se una posizione, anche se voi la mostrate dieci volte, verrà fatta ogni volta a modo loro;


che ogni nostro allievo è un nostro maestro: con alcuni bambini sarà più facile la comunicazione con altri più complessa ;


che possiamo lasciarci un poco trasportare da loro nel lavoro che proponiamo, a volte sanno meglio di noi ciò che serve  loro;

che alcuni bambini amano i mantra, altri le asana, altri stare seduti in meditazione, siccome lo yoga ha tanta varietà di pratiche cambiare può aiutare a coinvolgere caratteri e disponibilità diverse...

Buon lavoro

 

 

 

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